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Bitcoin consuma meno energia delle normali banche

da | Giu 27, 2022 | Chainblock News | 0 commenti

Secondo il nuovo studio, il consumo di energia della rete Bitcoin è 50 volte inferiore a quello delle normali banche. L’algoritmo di consenso utilizzato dalla blockchain di Bitcoin, basato su un modello PoW, è sempre stato oggetto di critiche a causa del suo eccessivo consumo di energia.

Soprattutto negli ultimi anni sono stati raggiunti livelli ormai insostenibili. Basti pensare che, stando ai dati analizzati dall’Università di Cambridge, il consumo di energia annuale della rete Bitcoin si attesta intorno ai 121 terawattora (TWh). Se questo numero non vi dice niente, provate ad immaginare che se Bitcoin fosse un Paese, allora questo consumerebbe di più dell’Olanda, del Pakistan o della Danimarca.

Insomma, Paesi come questi richiedono un fabbisogno energetico minore di tutta la rete BTC. Bisogna anche aggiungere che l’inquinamento ambientale deriva sostanzialmente dal tipo di fonti utilizzate per produrre l’energia necessaria.

Detto questo, il mining del Bitcoin potrebbe essere alimentato interamente da fonti di energia rinnovabili, come sta già accadendo in Paesi come la Norvegia. Lo stesso discorso, però, potrebbe essere applicato ai server utilizzati dal sistema bancario, anche se la conversione richiederebbe uno sforzo maggiore.

Le blockchain più sostenibili sono basate su un modello PoS

Non a caso, nello studio pubblicato da Nasdaq, corre in aiuto un commento di Charles Hoskinson, co-fondatore della blockchain Cardano.

Hoskinson afferma:

“Il consumo di energia del Bitcoin è più che quadruplicato dall’inizio del suo ultimo massimo del 2017 ed è destinato a peggiorare in quanto l’inefficienza energetica è insita nel DNA del Bitcoin.

L’impronta di carbonio del Bitcoin peggiorerà esponenzialmente perchè più il prezzo sale, più ci sarà competizione per ottenere la valuta e di conseguenza, più energia verrà consumata”.

Fonte

Chainblock Team